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6 set 2009

IL PERFETTO LAVORATORE

IL PERFETTO LAVORATORE

 In mezzo al parco di Milano sta,
edificato dalla società,
un traliccio dell'Enel,compagnia
che porta nelle case l'energia.
E perchè qualche sciocco non ci salga
per finire in un modo sciagurato,
han messo punte e poi filo spinato
che a scoraggiare la salita valga.
ed un cartello a incutere timore
per giunta sta: "chi tocca i fili muore".
Un operar sotto il cartello stava
con aria minacciosa ed impugnava
con gran preoccupazione degli astanti
un tubo in ferro che battea sui guanti.
A lui chiedo con modi assai gentili,
"Perchè con aria così trista state
e la gente che passa spaventate ?
"Ed egli a me risponde di rimando,
bava alla bocca e i denti digrignando
"Oggi non c'è corrente signor mio
ma se qualcuno osa toccare i fili
parola mia d'onor,l'accoppo io !".

IL PAPA IN TERRASANTA

IL PAPA IN TERRASANTA

Giunse il buon Padre ,pellegrino santo,
in un villaggio della Galilea
e la gente per festeggiarlo intanto
ulivi e palme nelle mani avea.

Una vecchietta tremula,millanni
parea portarsi addosso,e lo fermò;
"chi sei tu che qui vesti bianchi panni"
"L'erede son di Cristo " egli affermò.

Un rotol di papiro la vecchietta
gli mise nella mano benedetta
"Grandissima fortuna qui ti mena.
Codesto è il conto dell'ultima cena!"

DIOGENE

DIOGENE

 Il potente Alessandro che montava
un caval che Bucefalo nomava,
volendo dimostrare che apprezzava
i begli ingegni e la filosofia,

arrestò innanzi a Diogene la via.
Diogene che ti dorme in una botte
e d'ogni ben terreno se ne fotte..
Alessandro gli fece "dimme un po'

quel che te serve ed io te lo darò
"Disse il vecchio "ma vedi di smammare
che me fai ombra ed io mi vo' scaldare".

Dicci Dioggene mio,quale sarà
il trucco per potere allontanare
chi sul cavallo in alto in alto sta
e toglie il sole e la felicità ?

DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA

DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA
E DULCINEA DEL TOBOSO

Don Chisciotte sente la necessità di dedicare a una dama le sue imprese. Lo farà scegliendo una bella contadina sua vicina,immaginata come una nobile dama e ribattezzata Dulcinea del Toboso.

Un tempo là in Ispagna,
Chisciotte andava fiero
battendo la campagna
insieme al suo scudiero
e da buon cavaliere
cercava di trovare
imprese ben severe
per poter meritare
l'amor di Dulcinea
sua dama e pur sua dea.

Il nostro eroe si batte
con i mulini a vento,
ma le sue gesta matte
creano tale sgomento
che un giorno uno studente
amico di famiglia
lo vince in un duello
e quindi se lo artiglia
e poscia sotto scorta
a casa lo riporta.

Qui giunto,dentro il letto
si pone a delirare.
Lamenta,il poveretto.
Lasciamolo parlare :

"T'amavo Dulcinea
e a farmi di te degno
sempre in resta tenea
la mia lancia di legno

che pur se il primo pelo
più non è nel futuro,
per quello che più anelo
il palo è saldo e duro.

Per il tuo dolce viso
e pur col cor giocondo,
per darti,avrei conquiso
le ricchezze del mondo.
Ma tu non mi volesti
ed io vo' aver la sposa,
non trovo più pretesti,
di donne n'avvi a iosa.
A cercar di Violetta
io me ne vado in Francia
e s'ella ben m'accetta
io le darò la Mancia.
Con tali doni onesti
io credo per gli dei,
che quel che tu non desti
vorrà darmelo lei.
Sotto codesta gonna
che non abbia altra donna
che avrai di 'sì prezioso?
Codesta è tirchieria!
Hai rotto l'alma mia
e m'hai reso stizzoso.....
tieniti 'sto Toboso
e così sia! ".

(nell'immagine" Don Chisciotte,appoggiato alla lancia,osserva perplesso i mulini a vento")