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6 set 2009

RIMPIANGERAI


RIMPIANGERAI

Rimpiangerai , rimpiangerai
i miei occhi che adesso tu non vuoi,
pieni d'amore e d'odio e di lacrime vere:
ma sono i soli che possono vedere
oltre i fili dei tuoi capelli bianchi,
oltre i tuoi seni stanchi,
la bellezza
della giovinezza
quando contro il mondo ,in duello
combattevamo ,alleati,
per avere il nostro castello
e bimbi non ancora nati. 

Non troverai nelle pupille
di nessun altro,le faville
che sprizzavano dal nostro fuoco
nel nostro nuovo,antico gioco.

Con tenacia abbiamo edificato
e con tenacia distrutto.
Qual lutto!


Ma le nostre frecce,hanno lasciato
l'arco,e volano in cerca di gloria.

Nella foresta della memoria,
il nostro amore,disperato,
come l'asino di Prèvert,testardo,
ultimo forte e baluardo,
paziente attende che lo invochiamo,
che la mano tendiamo....

Chè solo io posso vedere
nelle tue pupille nere
nei tuoi occhi un po' velati,
i giorni gloriosi,i giorni beati,
quando nel giardino silvestre,
nel pararadiso terrestre,
con gioia selvaggia e sbigottita,
piantavamo l'albero della vita.

(mario)


 Noi che ci siamo amati .... Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci .... Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi .... Anche se molto lontano sempre
E non importa dove .... Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco ....
Nella foresta della memoria
Alzati subito .... Tendici la mano .... E salvaci.
 (J.Prèvert)

LASCIATEMI CANTARE


LASCIATEMI CANTARE
E lasciatemi verseggiare!
Voglio rimare,
cantare,
gridare.
Mi voglio arrabbiare,
urlare,
sfogare la rabbia umana.
Ma......
dov'è la passione
che come un tizzone
brucia l'anima mia?
Perchè non si trova per via?
in treno,al bar,al ristorante,
sulle montagne del mondo,
sul Dente del Gigante,
nel mare profondo,
anzi,no,sulla spiaggia
 battuta,carezzata dall'onda,
Oh sguardo sublime che affonda,
che cerca sull'acqua se v'aggia,
bramato,cercato,voluto,
 il superlativo assoluto !
 Che forse non è manco amore..
ma non ostante il raffreddore,
il caldo,il gelo ,l'odore
del fumo,l'umano fetore,
le nostre imperfezioni amare,
l'antico retaggio del bruto,
sotto la nostra anima in cènere,
primavera di gemme tènere,
v'è la scintilla,la voglia di volare,
di danzare anche l'ultimo tango,
di liberarci del fango,
il desiderio cocciuto,
il potente bisogno,
di respirare un sogno.
 Lasciatemi gridare,
o mi sciolgo nel pianto,
dovessi forse cantare
il mio ultimo canto.
Potessi catturare,
come un re mendicante,
il grande sogno perso,
anche solo per un istante...
con il mio ultimo verso.

IL FIORE DI LOTO

IL FIORE DI LOTO
Come Erasmo elogiava la pazzia
così vorrei brindare al fior di loto
che voglio discordar la vita mia,
del passato il dolor ; futuro ignoto.
Nè rompa la magìa l'astuto Ulisse
che i compagni volea legati al remo
"...ad Itaca di certo torneremo !"
ma lui solo di tutti sopravvisse.
Lasciatemi annegar...ma nell'oblio
ch'io non mi veda diventare vecchio
quando per caso guardo nello specchio
e del tempo che scorre pago il fio.
Voglio dunque mangiare il fior di loto
per primo per secondo e per contorno.
Me ne devo abbuffare tutto il giorno
e non nutrimi d'altro faccio voto.
chè vo' dimenticar chi son,chi fui
e soprattutto invero chi sarò
ch'io tollerare in fede mia non so
nè capir posso la ragion per cui
quando a fatica diventati saggi,
ci si debban bloccare gli ingranaggi
e dopo tante lotte e tante guerre
si debba andare ad ingrassar le terre.
Vorrei scordarmi il gran piacer dei fichi
oppur dimenticar la mia persona
e i falli suoi ,li novi e pur l'antichi.
Forse così potrei tornare in ....