06 set 2009

DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA

DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA
E DULCINEA DEL TOBOSO

Don Chisciotte sente la necessità di dedicare a una dama le sue imprese. Lo farà scegliendo una bella contadina sua vicina,immaginata come una nobile dama e ribattezzata Dulcinea del Toboso.

Un tempo là in Ispagna,
Chisciotte andava fiero
battendo la campagna
insieme al suo scudiero
e da buon cavaliere
cercava di trovare
imprese ben severe
per poter meritare
l'amor di Dulcinea
sua dama e pur sua dea.

Il nostro eroe si batte
con i mulini a vento,
ma le sue gesta matte
creano tale sgomento
che un giorno uno studente
amico di famiglia
lo vince in un duello
e quindi se lo artiglia
e poscia sotto scorta
a casa lo riporta.

Qui giunto,dentro il letto
si pone a delirare.
Lamenta,il poveretto.
Lasciamolo parlare :

"T'amavo Dulcinea
e a farmi di te degno
sempre in resta tenea
la mia lancia di legno

che pur se il primo pelo
più non è nel futuro,
per quello che più anelo
il palo è saldo e duro.

Per il tuo dolce viso
e pur col cor giocondo,
per darti,avrei conquiso
le ricchezze del mondo.
Ma tu non mi volesti
ed io vo' aver la sposa,
non trovo più pretesti,
di donne n'avvi a iosa.
A cercar di Violetta
io me ne vado in Francia
e s'ella ben m'accetta
io le darò la Mancia.
Con tali doni onesti
io credo per gli dei,
che quel che tu non desti
vorrà darmelo lei.
Sotto codesta gonna
che non abbia altra donna
che avrai di 'sì prezioso?
Codesta è tirchieria!
Hai rotto l'alma mia
e m'hai reso stizzoso.....
tieniti 'sto Toboso
e così sia! ".

(nell'immagine" Don Chisciotte,appoggiato alla lancia,osserva perplesso i mulini a vento")

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