09 lug 2010

ELOGIO DELLA PAZZIA

ELOGIO DELLA PAZZIA

A svelare il mister dell'universo
per un po' mi son perso.
Che fanno questi ammassi
di materia e di sassi,
e queste palle gialle
che l'idrogeno,
sintetizzano in elio,
dispetto all'evangelio,
e per i cieli a spasso
vanno senza far chiasso
a braccetto agli dei,
ai tuoi,ai suoi,ai miei?
A quei degli zulù
e del tempo che fù,
e a quelli che più in là
l'uomo s'inventerà
per potere sperare
che lui non morirà?

Chè s'egli s'ebbe in sorte
la nostra corporal sorella morte,
invero vi comunico
che avrei gradito essere figlio unico.

Per un poco ho sognato
di prendermi lo pondo
di trasmutare il mondo,
ma poi mi son destato.

Confesso che ho vissuto
e di gioie e dolor,
per forza e per amor,
messe ho mietuto.

Oggi col mio giochino,
mi sto come un bambino,
per terra,tutto intento
al mio divertimento,
nè altro mondo desidero o pavento
che sia più grande del mio pavimento,
senza nè odiare e senza tenerezza
per chi mi batte e per chi mi carezza.

E dagli e dagli,ben mi sono persuaso
sia meglio non veder di là del naso.
chè ,come il mio porcello,
vive felice,ignar del culatello,

io vorrei far d'ogni pensiero a meno,
e ,come un folle,vivere sereno.

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